L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il benessere psicologico come uno stato in cui “l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni”. 

Benessere psicologico come un equilibrio tra la persona, i suoi bisogni, le sue risorse, le sue capacità di relazionarsi e il suo adattamento, andando così a coinvolgere tre aspetti della persona: fisico, mentale e sociale.

Elementi necessari al benessere psicologico

Carol Ryff, studiosa americana, ha proposto un modello multidimensionale del benessere psicologico, precisando che l’integrazione di più fattori sono la chiave per il raggiungimento di uno stato di benessere mentale. 

La Ryff Identifica sei elementi necessari al benessere psicologico:

  1. Adattamento: riuscire a fronteggiare ogni situazione sociale, fronteggiando in maniera resiliente le avversità, cercando opportunità e soluzioni;
  2. Crescita personale: mettersi in discussione in modo costruttivo lavorando su sé stessi;
  3. Autonomia: vivere senza dipendenze emotive e senza giudizio degli altri;
  4. Obiettivi: avere sempre uno scopo e una direzione;
  5. Consapevolezza sociale: riuscire a costruire relazioni sane e costruttive; 
  6. Accettazione di sé: amarsi e riconoscere i propri pregi e difetti.

Il benessere psicologico non è una costante, cambia nel corso del tempo e a causa degli eventi di vita può prendere diversi significati.

L’ importante è cercare di trasformare ogni momento anche i più difficili in opportunità, semi con cui coltivare e successivamente raggiungere il proprio benessere. 

Fattori di rischio che possono compromettere il nostro benessere psicologico

I fattori di rischio per il benessere psichico si possono dividere in due categorie:

Fattori di rischio ambientali

  • Isolamento
  • Povertà
  • Discriminazione
  • Violenza
  • Mancanza di accesso alle cure mediche
  • Mancanza di risorse per la salute della mente.

Fattori di rischio personali

  • Abuso di sostanze
  • Malattia fisica
  • Stress cronico
  • Cattiva o scarsa alimentazione
  • Mancanza di sonno
  • Mancanza o assenza di una rete sociale di supporto

Tra i fattori di rischio comuni ci sono il trauma infantile, lo stress cronico, le condizioni socio-economiche difficili, e una storia familiare di disturbi mentali. Questi fattori possono influenzare negativamente la salute psichica e il benessere psicologico.

E i fattori protettivi invece quali sono?

I fattori protettivi possono salvaguardare e promuovere il benessere psicologico. Questi includono il supporto sociale, una buona rete di relazioni interpersonali, l’accesso a risorse terapeutiche e il mantenimento di uno stile di vita sano. Inoltre anche la resilienza personale e le strategie di coping efficaci sono anch’essi fondamentali nel rafforzare la salute psichica.

Soffermiamoci soprattutto sulle ultime due, resilienza e strategie di coping. Per resilienza si intende la capacità di far fronte alle avversità e superare le sfide. Essa implica la flessibilità mentale, la capacità di adattarsi al cambiamento e di recuperare dopo un evento stressante. Essere una persona resiliente consiste nell’avere una prospettiva realistica e positiva, una gestione efficace dello stress e la capacità di trovare significato anche nelle situazioni difficili. Per strategie di coping o talvolta di abilità di coping invece, ci si riferisce a quei meccanismi di adattamento e di risposta che una persona può adottare quando si trova in condizioni di stress di varia natura e/o particolarmente conflittuali. Si possono distinguere in strategie che mirano a ridurre lo stress, definite come “adattive”, e quelle che, invece, tendono ad aumentarlo vengono definite “disadattive” o di “non coping“.

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